mercoledì 25 novembre 2015

Voglia di dolce - La Pasticceria Magnolia

Questa volta vogliamo proporvi la pasticceria Magnolia, per soddisfare la voglia di dolci, che si sa, noi tutti abbiamo. 
Nata nel 2001, la pasticceria è gestita con passione da Luigina e Ferdinando, attorniati da uno staff di pasticceri altamente professionali e qualificati.
Se vi trovate quindi a Ponte della Priula (TV), vi consigliamo un pit-stop in Via IV Novembre: potrete assaggiare un vasto assortimento di prodotti di pasticceria, sia dolce che salata, anche in formato mignon. Qui si può trovare una sicura risposta a qualsiasi esigenza, dalla torta al torrone, dal panettone alla colomba, dai tramezzini alle pizzette. Tutto è preparato in modo artigianale, selezionando rigorosamente le materie prime.
Viene effettuato anche servizio a domicilio con il proprio personale per eventi e cerimonie; in estate, una bella terrazza esterna accoglie i clienti più ghiotti.
E dato che si sta avvicinando al Natale vogliamo menzionare solo alcuni dei panettoni disponibili in questa fantastica pasticceria: il panettone al maron glaces, il panettone al cioccolato e noci, il panettone ai frutti di bosco, il panettone ai cereali, e ovviamente il classico con canditi e uvetta.
Non vi resta che provarli tutti!

Le 9 Sorelle - La pizza a Prosecco

Un'altro locale ai confini con la Slovenia è quello che vi presentiamo oggi.
Situata a Prosecco, frazione del comune di Trieste nota per aver dato il nome a uno dei vini più famosi al mondo, la pizzeria alle 9 sorelle è un ottimo punto di ristoro per chi vuole mangiare una pizza davvero buona.
La nuova gestione ha riaperto i battenti poco tempo fa, e vi accoglie in un ambiente rinnovato e arredato con gusto: da notare la pavimentazione interna che sembra fatta con pezzi di vecchie casse di vini. Per le giornate più calde, vi è a disposizione degli ospiti uno spazio esterno con anche giochi per bambini.
Ma torniamo alla cucina: pizza ottima, come quella napoletana, un menù vario che propone carne e panini da farcire come più vi piace.
Una chicca per raggiungere il posto: se vi trovate a Opicina e siete fortunati, potete prendere il vecchio tram che vi conduce a Prosecco attraverso la vecchia strada napoleonica e arrivare alla pizzeria dopo una piacevole passeggiata di circa 500 metri.

Salumi "de na volta" - Macelleria Robert

A Farra di Soligo, in via del Sole, è situata la macelleria da Robert, il cui nome deriva dal titolare definito dalla moglie Renata "un pò strambo". Ma se così non fosse, non troveremo probabilmente una carne così eccellente e di qualità.
Ciò che caratterizza la macelleria è infatti la tanta passione che Robert mette nel suo lavoro e la semplicità: partendo da questi presupposti Robert seleziona carni esclusivamente nazionali, che vengono lavorate in modo assolutamente naturale seguendo i metodi di una volta, come si faceva nelle vecchie case contadine. L'uso minimo delle spezie permette di assaporare il gusto del prodotto iniziale. Solo così si capisce infatti la qualità delle carni lavorate in questa macelleria. 
Ecco allora svelato l'altro punto di forza: Robert lavora in prima persona le carni e i salumi che vende, cosa che ormai è raro trovare nelle macellerie, poichè è molto importate stare al passo con le leggi e i certificati richiesti a livello sanitario.
Menzion particolare alla sopressa e alla pancetta (così buona che Robert ci ha svelato il segreto di tanto successo, un tocco di salame; potremo dire che si tratta del colpo di genio di un artista).
Accanto ai salumi e carni artigianali, nella bottega troviamo molti prodotti di complemento, selezionati con cura dai titolari: prodotti diversi da quelli che troviamo nei classici supermercati.

La pizza napoletana a San Giacomo di Veglia

Se avete voglia di una pizza alta e buona come quella napoletana, dovete fermarvi alla Pizzeria da Pietro, L'Elite a San Giacomo di Veglia. 
A "mandare avanti la baracca" è Michele Beraldo, pizzaiolo per passione qui da 8 anni. Originario di Treviso e con esperienza come cuoco alle spalle, Michele ha deciso di buttarsi sulle pizze perchè "gli piace di più". Nel suo lavoro ci mette tanta passione, gli piace fare le cose fatte bene, ed è forse per questo che, con gran dispiacere dei napoletani DOC, è arrivato primo al "Campionato italiano pizza napoletana" e 4° e 9° al "Campionato mondiale pizza napoletana."
Michele ama preparare pizze particolari, disegnate però in modo semplice e secondo i ritmi stagionali: funghi, radicchio di Treviso, carciofi, asparagi, eliminando pian piano tutti quegli ingredienti che secondo lui ben poco hanno di naturale.
Oltre alla pizza potete degustare tagliate e tartare preparate con solo manzo piemontese, la fassona.

Il dolce ottimismo di Roberta - Solighetto

Ti travolge con il suo ottimismo e la sua simpatia, Roberta, titolare dell'omonima pasticceria a Solighetto, nel comune di Pieve di Soligo (TV). 
Impegnata in questo lavoro da 13 anni, lo porta avanti con la carica giusta, quella che ci vuole per ottenere dei prodotti di qualità: Roberta fa tutto da sè, coadiuvata da altre 5 donne, non utilizza semilavorati, e il risultato si sente eccome! La sua pasticceria offre solo prodotti artigianali. Pastine, mignon, pizzette, prelibatezze dolci e salate per i vostri rinfreschi.
Non serve dire molto altro, perchè basta assaggiare le "sue creature" per capire che siamo di fronte alla qualità del prodotto. E sono i complimenti che ogni giorno riceve dai clienti a dare così tante soddisfazioni a Roberta, nata in una famiglia di panettieri decidendo poi di fare la commercialista. E' solo per necessità familiari che si ritrova a passare le domeniche ai fornelli, dove scopre la sua vera vocazione per tutto ciò che è dolce.
E allora dai, non ci resta che passare per una colazione ad assaggiare le tanto famose brioches dell'energica Roberta! 

Pizzeria P90 - un tocco di Napoli a Roncade

Il ristorante pizzeria P90 è gestito con passione da Pasquale Masi e dalla sua famiglia, che hanno saputo creare una vera e propria tana del gusto, ove offrire ai propri clienti una cucina curata, mai banale e una pizza come tradizione comanda. 
Talvolta si cercano parole astruse per raccontare gli sforzi e la passione dei ristoratori. Non siamo d’accordo. Provate in un giorno qualsiasi a visitare il ristorante: troverete sempre una cucina all’altezza della situazione, con una buona diversificazione di proposte e un menù accattivante. Dalla vera pizza napoletana, quella un pò più alta, alla pizza al farro, a piatti gluten free
Poi al P90 si sta bene. Sarà per l’atmosfera cordiale; sarà per l’arredamento che ti avvolge di luce; sarà….. m , insomma, si sta bene. 
Noi del progetto Comunicare per Esistere 2015 abbiamo voluto inserire il locale in una delle tappe dell’Antico Festival della Cucina Trevigiana, a sottolineare che la migliore pubblicità è la visita diretta, con il sacrosanto passaparola di rito !

domenica 22 novembre 2015

Max, Trattoria in Opicina

Non puoi dire di conoscere la vera cucina tipica del luogo se non ti sei fermato almeno una volta a mangiare da Max, uno dei locali storici non solo dell’altipiano ma di tutta Trieste.
Opicina da sempre è il luogo dove i triestini durante l’estate si rifugiano per godere del clima più temperato e del ritmo placido dell’altipiano.
Ed è proprio nel centro di Opicina, dirimpetto al capolinea della trenovia con funicolare che da inizio secolo unisce il porto all’altipiano, che trovi una trattoria che ha superato il tempo. Già nel 1934 gli attuali proprietari portavano avanti la tradizione culinaria del luogo.
La jota, forse la ricetta più rappresentativa, una minestra contadina di fagioli e crauti. Gli asburgici “gnocchi di susini”, piatto così inconsueto per la cucina italiana da poter essere consumato sia come primo che come dolce. Come del resto i “kifeletti” dalla tipica forma a “U” che puoi provare con il sugo di arrosto o con lo zucchero.
O ancora la “lubjanska”, influenza della cucina slava, una cotoletta farcita con formaggio e prosciutto cotto triestino in panatura.
Nei mesi estivi puoi accomodarti all’esterno, sotto il pergolato in legno, protetto dai fiori con cui la proprietaria abbellisce il locale. È un’esperienza tipica, soprattutto la sera, immerso nella tranquillità e rinfrancato dalla fresca brezza dell’altipiano carsico.
Ma non devi aspettare la sera o l’estate per farti incuriosire dalla cucina tipica e popolare di Max, l’antica trattoria è aperta tutto l’anno, dalla mattina alla sera, ed è difficile farsi rifiutare un pasto anche agli orari più improbabili.

PHOTO GALLERY

CONTATTI

Max

Via Nazionale 43
34100 Opicina - Trieste IT
tel: +39 040 211160
trattoriamax@libero.it

Tranvia di Opicina




Tratto a funicolare, tram e spintore di 2ª generazione
Città
Trieste
Inaugurazione
1902
Gestore
Trieste Trasporti
Vecchi gestori
SPF (1902-1961)
SCT (1961-1970)
ACEGAT (1970-1977)
ACT (1977-2000)
Lunghezza
5,175 km
Classificazione
linea 2
Tipo
Linea tranviaria con tratta a funicolare
La tranvia di Opicina (tram de Opcina in dialetto triestino, Openski tramvaj in sloveno), nota anche come trenovia di Opicina, una delle attrazioni turistiche della città di Trieste, è una linea tranviaria interurbana panoramica gestita dalla Trieste Trasporti.
Caratteristica unica in Europa è quella di possedere un tratto di circa 800 m in forte pendenza (fino al 26%) lungo il quale le vetture vengono spinte (in salita) o trattenute (in discesa) da carri vincolati ad un impianto funicolare. Il servizio, classificato come linea 2, presenta un percorso urbano nel centro di Trieste (a livello del mare) e una tratta interurbana di collegamento con la frazione di Villa Opicina sull'altopiano del Carso, a 329 m s.l.m.; in funzione dal 9 settembre 1902, è lunga poco più di 5 km.

 
La Trenovia venne progettata alla fine del XIX secolo per collegare rapidamente il centro abitato di Opicina alla città di Trieste; infatti l'esistente collegamento ferroviario era ritenuto insoddisfacente perché, a causa del dislivello altimetrico, la ferrovia era costretta a compiere una lunga ansa che incideva sui tempi di percorrenza. Vi era poi una funzione che potremmo definire di "espansione edilizia": la Trenovia rappresentava allora l'unico mezzo di trasporto valido per poter espandere la città sul colle di Scorcola (su cui si snoda il tratto funicolare), caratterizzato oggi come allora da stradine piuttosto acclivi e malagevoli.
La concessione per la costruzione della trenovia fu emanata il 28 ottobre 1901, e la linea, progettata dall'ingegner Geiringer e gestita dalla Società Anonima delle Piccole Ferrovie di Trieste (SPF), fu inaugurata il 9 settembre dell'anno successivo.
Per vincere il forte dislivello, una parte della linea fu armata inizialmente con una cremagliera sulla quale le elettromotrici tranviarie erano spinte (o frenate in discesa) da appositi locomotori-spintori di grande potenza. Tale soluzione accomuna l'impianto triestino con quelli cessati della Tranvia di Monreale e dell'Automotofunicolare di Catanzaro. Gemello, inoltre, l'impianto del Renon (Bolzano) del 1907, alla cui costruzione era stato dedicato uno dei locomotori-spintori del Tram di Opicina.
Nel 1906, in occasione dell'apertura della ferrovia Transalpina.
In seguito al continuo aumento del traffico, la tratta a cremagliera costituiva sempre più una soggezione per l'esercizio e, pertanto, venne sostituita nel 1928 da una funicolare sulla quale appositi veicoli (denominati carri-scudo) vincolati alla fune dell'impianto spingevano (o trattenevano) le elettromotrici.
Nel 1935 le elettromotrici d'origine furono sostituite da vetture a carrelli più capienti. Negli stessi anni si progettò di prolungare la linea fino a Sesana, ma non se ne fece nulla; anzi, la tratta da Opicina centro alla stazione attivata nel 1906 fu chiusa nel 1938, essendo sempre rimasta poco frequentata e a causa dello stretto raggio della curva posta in fondo alla via di Prosecco che le nuove motrici a carrelli non potevano percorrere.La concessione per tale tratto venne risolta l'anno successivo.
Negli anni '50 il traffico cominciò a scemare per la concorrenza della motorizzazione privata. Alla scadenza della concessione (1961) la linea passò al Comune, che la gestì inizialmente tramite il Servizio Comunale Trenovia (SCT), e dal 1970 tramite l'azienda municipalizzata di trasporto ACEGAT. Dal 1977 a questa subentrò l'Azienda Consorziale Trasporti (ACT), cui infine subentrò nel 2000 la Trieste Trasporti.

Le sospensioni del servizio

Il servizio proseguì con periodici rinnovi degli impianti, in conseguenza delle disposizioni legislative che impongono la periodica sostituzione della fune; importanti lavori vennero svolti nella stagione 1977-1978.
Importanti lavori nel tratto urbano furono condotti 2001, allorché fu spostato un tratto di binario.
L'impianto fu fermato nel 2005 per l'effettuazione della revisione ventennale delle vetture, riprendendo regolare servizio il 26 luglio 2006.
Il servizio è stato nuovamente sospeso lunedì 3 settembre 2012 a seguito di un deragliamento senza conseguenze. L'incidente portò l'amministrazione comunale e il gestore ad anticipare una serie di lavori di manutenzione straordinaria previsti da una convenzione con il ministero dei Trasporti, che avrebbero dovuto cominciare solo il 24 settembre. Si provvide in particolare alla sostituzione delle pulegge dell'impianto funicolare, che risalivano al 1927[16], al rifacimento della sottostazione elettrica, per consentire il recupero dell'energia prodotta dai tram durante la frenatura, e alla sostituzione dei tratti più usurati di binario e linea aerea. La riapertura al pubblico è avvenuta a fine luglio 2014



L'Itinerario Asburgico a Trieste

Annalisa Banchieri, presidente della sezione Veneto dell'Associazione Culturale Italia-Austria,presenterà ai giornalisti e ai comunicatori che interverranno alla Trattoria da Max a Opicina, l'itinerario asburgico a Trieste.


Lo sviluppo di Trieste, la sua storia e il suo carattere sono indissolubilmente legati alla sovranità austriaca, che si protrasse, quasi ininterrottamente, per più di 5 secoli. Non c'è luogo a Trieste in cui non si respiri un'atmosfera mitteleuropea.
L'itinerario che vi proponiamo parte dal castello di Miramare e dal suo parco, dimora privata dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo.
Al termine della visita, che richiede poco meno di mezza giornata, seguite il lungomare (in automobile o in autobus, a piedi è piuttosto lunga), per giungere in città.
Di fronte all'entrata principale della stazione ferroviaria si trova piazza della Libertà, al cui centro è stato collocato il monumento dedicato a Elisabetta d'Austria (nota ai più con il nome di Sissi): tale monumento, realizzato parte in bronzo (la figura dell'imperatrice) e parte in marmo di Carrara ("allegoria delle arti e della natura" e "omaggio del popolo alla sovrana"), fu realizzato alla fine dell'ottocento con i fondi raccolti spontaneamente dalla cittadinanza, affranta per la morte dell'amata Sissi.
Da qui, in pochi minuti, percorrendo via Ghega e via Roma, si giunge in piazza Vittorio Veneto, dove si trova il palazzo delle poste, oggi sede anche del Museo Telegrafico della Mitteleuropea. La piazza, anch'essa di sapore mitteleuropeo fino a pochi anni fa, è stata recentemente restaurata e si propone oggi con un aspetto eccessivamente moderno rispetto agli edifici circostanti (e proprio per questo causa di accese polemiche tra i cittadini, che, in buona parte, non hanno gradito le scelte operate).
L'intera zona prende il nome di Borgo Teresiano, da Maria Teresa d'Austria, l'imperatrice che più di ogni altra contribuì allo sviluppo commerciale ed urbanistico della città. Il borgo è contraddistinto da un rigore geometrico e venne realizzato dalla stessa Maria Teresa, dopo aver fatto bonificare il territorio.
Continuando a percorrere via Roma si arriva al canale di Ponterosso, superato il quale si prosegue
fino al Corso Italia, ipotetica linea di confine del borgo Teresiano. Prendendo a destra lungo il corso, si giunge in brevissimo tempo in piazza della Borsa, dove si erge la Colonna di Leopoldo I, sulla cui sommità si trova la statua dell'imperatore, impreziosita dai numerosi dettagli figurativi riscontrabili nella descrizione del soggetto nonchè nella decorazione delle vesti e dell'armatura. La statua attuale è stata sostituita all'originaria realizzata in legno nel 1660, in occasione della visita dell'imperatore alla città.
Da piazza della Borsa si giunge in piazza dell'Unità d'Italia: nella piazza, di straordinaria bellezza, sul lato prospiciente il palzazzo municipale, si trova la Colonna in onore di Carlo VI. Realizzata nel 1728 in occasione di una visita dell'imperatore alla città, lo raffigura in regale atteggiamento, completo di armatura, manto e scettro.
A non grande distanza dalla piazza, proseguendo lungo le rive, si trova l'antica stazione ferroviaria Transalpina, inaugurata nel 1906 dall'arciduca Francesco Ferdinando, oggi sede del Museo Ferroviario.
Sulle alture che circondano la città, alla sommità del bosco Farneto, più noto come Boschetto o bosco al Cacciatore, si trova la villa pubblica Ferdinandiana detta anche Palazzo Ferdinandeo, ispirata a modelli tardorinascimentali, oggi sede di prestigiosi master post universitari (MiB). Essa fu realizzata in segno di gratitudine nei confronti dell'imperatore Ferdinando I che aveva donato alla cittadinanza il vicino bosco.

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I Percorsi della fede : la Chiesa di San Servolo a Buje


Una cosa è sicura: quando siete a Buje-Buie dovete assolutamente recarvi all'imponente chiesa di S. Servolo, denominata così in onore del patrono della città e ubicata a pochi metri dal campanile-belvedere, in pieno centro della città vecchia, sul colle.

San Servolo è la chiesa principale di Buje-Buie e uno dei più importanti monumenti tardobarocchi in Istria. Presenta dimensioni monumentali e viene usata soltanto nelle ricorrenze più solenni, per le messe in occasione della festa di San Servolo o per il festival dell'organo che di per sé è l'evento culturale per eccellenza.

La chiesa come la vediamo oggi, fu eretta nella seconda metà del XVIII secolo, nel punto in cui prima si trovava una chiesa romanico-gotica a tre navate del XIII secolo. Gli elementi dell'edificio più antico sono inseriti in quello nuovo, di modo che ancor oggi sono visibili sulla facciata, e si crede che nello stesso luogo tanti anni fa, fosse esistito un antico tempio.

Il portale presenta delle ricche decorazioni ed è uno dei più belli in Istria, mentre la facciata inconclusa testimonia anche le condizioni durante la tarda amministrazione veneziana, epoca in cui fu costruito S. Servolo. Gli interni tolgono il fiato: il luogo è veramente monumentale e diafano, e l'unica navata è coperta da una volta a botte. Oltre ai sette altari riccamente decorati, il pulpito e il lampadario, nel ricco inventario della chiesa si distingue il famoso organo del 1791 costruito da Gaetano Callido.

Le statue marmoree di San Sebastiano e San Servolo, realizzate nel 1737 con il marmo di Carrara, sono opera del maestro veneziano Giovanni Marchiori e rappresentano un vero capolavoro.
Buje è stata inserita nel progetto di itinerario culturale europeo 'Strade e borghi europei degli Organi Storici'.